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A PROPOSITO DEL PROGRESSO

Una encomiabile giornalista italiana ha intervistato per Rai News

e per altre reti tv, il ministro italiano di Grazia e Giustizia, a

seguito di una intervista di mezzo sapore.

Il giornalista, pardon la giornalista, chiedendo al ministro di cosa 

abbia da consigliare a cittadini ” sfigati ” ( la domanda è d’obbligo

in ragione delle matrici lontane nella stessa historia della pianifi-

cazione della informazione per la RAI e le reti paritetiche ).

Il ministro, molto intelligentemente ha inteso di dover toccare

tra i metalli il men nobile ferro ( per non restar di sol faro e

palo in fermo ).

Cosa davvero strana è che non riesca a quanti di comprendere

( pur secondo il nuovo comune gergo pseudo-civilitario di come

possa essere, di cui ai continuum assai ” sfigata ” la stessa

historia contemporanea del diritto e del progresso in Italia ) che

sempre e solo ne ci si deve rapportare secondo coerenza della

legalità per la finalizzazione del diritto civile, sociale e comune

( or perché partendo di Capo Fortuna tutti or non ne perdano

di ogni diritto e di legal la sola fondamentale speranza per star

della ragione del diritto di sostanza).

                                                       Rinaldi Angelo

IL PRESIDENTE BERLUSCONI NUOVAMENTE INDAGATO.TUTTAVIA LA NOTIZIA NON FA NOTIZIA SE PARE CHE DA TEMPO SIANO FINITI GLI STESSI TEMPI DI UNA GIUSTIZIA INALIENABILE E NON MANIPOLABILE DA MODE E TENDENZE DI GOVERNO

Si deve, tuttavia, convenire che un capo di Stato o di Governo

può essere dimesso solo per i reati di alto tradimento e lesa

maestà della patria, quando ne venga meno alla fedeltà dovuta

– per reati di spionaggio,

– per reati di reggimentazione irregolare,

– per appropriazione personale di risorse spettanti alle forze

  armate in tempi di pace o di guerra.

– Si tratta di vecchi capisaldi a cui seguono altri non meno

  importanti.

  Tuttavia è proprio per queste disposizioni, di fatto mai

  decadute, che la corte Costituzionale non può accogliere

  alcuna tra le disposizioni transitorie o definitive, per

  ritenere che vi coesistano nuove leggi o disposizioni a

  difesa assoluta delle prime cariche dello Stato.

  Vero è, tuttavia, che dovrebbe, comunque, riconoscersi

  un tempo di immunità parlamentare quantomeno annuale

  per i rappresentanti della Camera Eedel Senato, nonché

  una immunità per un periodo max di 18 mesi per le alte

  cariche, ai fini esclusivi della difesa d’ufficio e della difesa

  legale.

  Va in ogni caso evidenziato che la prescrizione dai reati

  non attiene il diritto dell’ordinamento politico, che la pre-

  scrizione deve ritenersi possibile solo dopo anni 30 dal-

  l’avvenuto reato,  che l’annullamento può essere disposto

  esclusivamente dalla Corte di Apello in accordo con la 

  Corte Di Cassazione secondo l’interrogazione della Corte

  Superiore in approvazione unanime del Consiglio Superiore.

                                                         Rinaldi Angelo

IL GOVERNO PROVVEDE ALLA NOMINA DEL MINISTRO PER LO SVILUPPO ECONOMICO

Tuttavia sarebbe utile chiedersi se tale incarico rientri

nei computi e nella capacità di un solo ministro, oppure

in quelli più specifici di una commissione per lo sviluppo e

la coordinazione economica, quando invece al ministro

esclusivamente i computi dell’orientamento della coordi-

nazione unitaria.

Si tratta certo di riforme ancora lontane ma doverosa-

mente da precisare, perché possano in futuro aver luogo.

                                                        Rinaldi Angelo

IL GOVERNO NON E’ IN CRISI MA SOLO ” IN ATTRITO “. CIO’ POTRA’ ESSERE CAUSATO SOLO DALLA FINE DELLA POLITICA DEL CONFRONTO DEMOCRATICO NELLA MAGGIORANZA E DA PIU’ FORTI RAGIONI DI NATURA POLITICO-CONLITTUALE

Ma considerando che la crisi economica non è ancora

passata né risolta, va da sé che ad essa saranno ri-

conducibili i tempi delle politiche sostenibili a fronte

di una crisi che, palesatasi in un primo tempo di breve

durata e portata, è invece non anche a quanti avveduti,

oggi impegnativa e difficile da risolvere, per cui si

renderà indispensabile certamente mantenere una

politica di rigore senza perdere di tutto buon sperpero

non anche le possibili opportunità, che possono più

agevolmente ottenersi usando di tutto buon ratiocinio

il criterio, a non perdere con quelle definitivamente la

ragione stessa che ha ciascun diritto d’essere, ( più

che meramente inteso o sol preteso ) or sempre per

essere e dunque essere possibile, ordunque disponibile.

 

LA CRISI ECONOMICA E L’ITALIA

 

      L’Italia ha grandi potenzialità in Europa,

    tuttavia, la mancanza della coerenza e

    della trasparenza vanificano i tempi di

    un veloce recupero dalla crisi.

    E’ la classe politica in generale che non

    risponde alle possibilità del diritto al pro-

    gresso comune nei canoni essenziali e

    doverosi della legalità.

    Né vi è qui un distinguo tra le specifiche

    responsabilità delle varie componenti

    politiche, se di fatto poi, non è affatto in

    nulla sufficiente la giustificazione di una

    legittimità in ragione un pur semplice e

    felice ” travaso “di organigrammi econo-

    mici e specifiche progettualità, da parte

      di secondi e terzi non delegati e non aventi

    diritti, è forse allora possibile che i diritti

    non siano di fatto globali anche quando

    concessi a contesti estranei

    all’esperienza unitaria di una nuova Italia

    federale e dell’UE ( la cui politica può tut-

    tavia elevarsi dalla mediocrità meramente

    assenteistica e fin qui deresponsabile delle

    politiche mediocri e pur rappresentative di

    singole politiche pur referenti delle compo-

    nenti di singoli Stati ( che tutto devono,

    tranne la sola accezione del non voler e di

    diritto di fatto intendersi ad attuarsi nel diritto

    lo sviluppo per il sapere).

                                                       A. Rinaldi