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LETTERA APERTA AL MINISTRO ELSA FORNERO

 

   Egregio Ministro,

 

                           Ella ha affermato che  si prospetterebbe  ( e non per

   i sì e non per no ) il regime del licenziamento non solo per il settore privato,

   ma anche per iil settore pubblico.

   Perciò siamo davvero sbalordito più che meravigliato.

   Di quante altre meraviglie si pregerà un governo che ha tutte le sole

   caratteristiche della transitorietà governativa?

   Quanto affermato da Lei, ci vede per parere del tutto contrario,

   in quanto di fatto il popolo italiano non ha firmato delega alcuna

   a riguardo dei temi sensibili ed inerenti i temi della democrazia e

   del diritto e del lavoro.

   A riguardo, il popolo italiano, non ha firmato alcuna delega, magari

   a semplice vocazionedei contrari perchè possa essere di  fatto superior-

   mente ed iniquamente offeso in tema del diritto al lavoro, sui prodromi

   di una pseudo-politica che continua a dettare le regole e le norme

   della negazione per riproporle a fondamento di un diritto niuovo costi-

   tutto senza che il Ppolo sovrano si espremi e sia inerpellato in materia

   secondo la sovrana volontà a vertere s+ tutti i punti e le materie delle

   riforme in atto.

   E’ tempo di fermare la politica privatistaca nello Stato ed è tempo di

   guardare oltre, in ogni caso sempre secondo le rappresentnze

   pur quando provvisorie e transitorie.

  

 

                                                               Rinaldi Angelo

 

 

 

A PROPOSITO DI RADIO LONDRA

L’impressione è che si continuino ad emanare giudizi e proclami

fuorilegge e fuor di ogni ragionevole loghos ( …o a dire per utile

discorso ).

Questa volta tuttavia da radio-londra si è speso molto.

Dovremmo tuttavia ritrovare le ricariche no  sappiamo della sua

trombetta sassone  o del suo trombone italiano ( or proprio a

proposito delle piste nientemeno che oltranziste fino alla ragione

magari dell’insurrezionalismo!

Ma il notabile senza diritti e conti sta a Londra o sta a Roma…

e sta a Londra ma almeno di che parla di tanto megafano e

parlamentarismo?

Da sempre l’insurrezionalismo è una parvenza rispetto alla fede

dell massoneria da cui pur in tutto e per tutto non ne si diniega

l’innosservante.

Dov’è mai di fatto e più la ragione che tiene un tempo e un

regno? ).

 

                                                  A. Rinaldi

 

 

                 ———————————————–

 

 

Il paese è libero, di fatto sovrano ed in tutto vanno rispettati

i principi della rsonsabilità e della corresponabilità, in quant la

historia non si è espressa.

La partita è chiusa ed è aperta alle piazze chiuse.

Questa convinzione ci viene davvero triste, dappoichè avremmo

voluto che le molte cose potessero unirsi secondo un moto nuovo,

a favore della roinascita, del diritto e del progresso,

noi di casa rinaldi De Granatieri De Sangro borbois De medoza

non abbiamo a tempo più parole… è in nostra convinzione che

da più parti si intenda ostacolare il cambiamento, il nuovo progresso…

 

                                                    Rinaldi Angelo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA RIFORMA DEL LAVORO SECONDO MONTI

La riforma del Lavoro secondo è stata intesa nel paccheto delle

Riforme, con la manomissione dell’art.18 e l’ulteriore esplicativa

disposizione di licenziabilità del lavoratore nel periodo di malattia.

Quale che sia il lavoratore licenziabile uomo ( ammalatosi ) o

donna ammalatasi ( o partoriente ), potrà così essere licenziabile

senza che possa esservi per validità un ricorso al Giudice in materia

di diritto del lavoro.

Ovviamente, è quanto mai auspicabile che i ricorsi delle varie cate-

gorie siano avviati presso le corti giurisdizionali ad invalidare di

simili dispo- sizioni di tutto ben pessimo gusto civico e sociale.

 

                                                            Rinaldi Angelo

 

 

 

LA CRISI & LE RIFORME

La crisi economica italiana ha origine da una pessima amministrazione

delle cose dello Stato, e traducibile in:

– costi della politica,

– e diversificazione esagerata e ingiustificata della retribuzione

  stipendiale tra i livelli stipendiali,

– diversificazione dei trattamenti pensionistici tra le fasce

   pensionistiche secondo i vari livelli stipendiali,

– disequilibrio generale del sistema contributivo,

– costi aggiuntivi ingiustificati dei servizi,

– pressione fiscale sulle piccole e medie aziende,

– mancanza dell’applicazione della riforma patrimoniale,

– assenza di regole normative e cautelative aziendali più eque

   ed agggiornate riguardi ai sistemi di rivalsa pubblica e prelativa

   da parte Equitalia,

– pessimo impiego dei fondi europei per l’occupazione e loro giacenza

   bancaria,

– insussistenza delle politiche e delle strategia per la crescita econo-

   mica,

– inapplicazione di una effettiva riforma pensionistica retributivo-

   contributiva da idearsi all’insegna della scelta della premialità

   contributivo-retributiva nelle forme della premialità per tutto il

   decorso del diritto pensionistico.

– inconsistenza dei tagli agli stipendi alti e medio-alti,

– incoNsistenza dei tagli alle pensioni d’oro

   In effetti tutto è ancora una volta di rifare e ben poco è stato fatto

   bene.

 

                                                          Rinaldi Angelo

 

 

 

 

– ,

GOVERNABILITA’ TRASPARENTE – AL GOVERNO ITALIANO

Le riforme non possono essere compromesse dalle politiche

del massimo risparmio per la massima tassazione sulle classi

deboli.

Riteniamo perciò che debbano essere rispettati i principi fon-

dativi della dmocrazia liberale e sociale, per cui si è dell’opinio-

ne che debbano essere rispettate le indicazioni concesse, le

sole possibili.

Noi stesso avemmo a riferirvi che appplicando esclusivamente

la maggiorazione delle aliquote sui redditi autonomi e una tassa

ordinaria per i lavoratori statali si sarebbe raggiunto l’eguale

obiettivo senza funestare il mercato interno nazionale ad impo-

verire le famiglie.

Noi non riteniamo equa la tassa ICI sula prima casa e conside-

riamo del tutto differente l’orientamento inteso in tema di pen-

sioni di anzianità e di di pensioni sociali e di pensionabilità a

360/°.

Di fatto non vediamo dove sia la equità delle riforme che il

governo intende attuare.

 

                                                                  A Rinaldi

 

All’UE – L’EUROPA E LE URGENZE

Non può esistere una Europa delle urgenze, semmai

può aver aver ragione di sé una Europa difensiva in

tema di economia unitaria ed economia bancaria multi-

forme e pluri-unitaria a convergere sui sistemi economici

e bancari integrati ed unitari.

Se non si trova un accordo per arginare e ridurre quanto

prima i poteri impropri delle agenzie di rating privato,

allora non solo l’Europa ma l’intero contesto mondiale

ne si ritroverebbe oggetto di vere e proprie guerre soste-

nute dalle lobby internazionali, agitando i fantasmi ora

di una data agenzia e ora di un’altra.

L’economia non si regge sulle parole, sui dati delle que-

relle e delle  proiezioni spesso distorsive date da perso-

naggi più o meno pur attendibili, o di quanti altri in tutto

discutibili, quando si sa stare guardinghi per attendere

la unitarietà di un sacco di soldi, anziché di tanti più piccoli

sacchi di buon verde disparsi nell’isola dell’eurozona, può

essere non anche più conveniente.

Come non dare adito alle preoccupazioni  e alle desistenze

della Merkel a proposito degli euro-bund?

Il problema è anzitutto nel ripristinare regole di rating pub-

bliche trasparenti tra i contesti continentali, facendo poi 

scivolare in secondo ordine le attività di rating delle agenzie

private, le quali a tutti è oggigiorno dato di sapere che in

tutto rispondono a interessi privati e di privati gruppi im-

prenditoriali.

Il problema di come tenere il mondo a scacco in un sol

pugno deve costituire certamente una problematica non

del tutto nuova, come di fatto il gioco che possa fare il

silenzio riguardo ad un contesto, per per di fatti ignorare

fino quasi ad avere il diritto di ignorare magari sperimen-

tando non anche non di una sola verità di ciascuna il ma-

turato pathos per una causa perfino ideale nello Stato,

tra gli Stati, tra economie stesse imprenditoriali, dove si

sa non c’è una lobby di casa.

L’Europa certamente non andrà d’un palmo più di là, qualora

le urgenze non siano riposte per Convenzione di intesa al

fine di far cessare l’abuso delle agenzie di rating private sulle

economie statuali.

D’altronde i progetti e organigrammi Tecno New A/R e Tecno

New – A/R RMST non appartengono Standard & Poor’s né ai

gruppi cui si riferisce ( tanto più che non abbiamo deciso in

ragione del non ancor pergiunto interesse da parte dell’Ue e

dello Stato della Repubblica Italiana, né abbiamo reso dona-

zioni in esclusiva).

Riconsiderando comunque le ragioni che attengono la sicu-

rezza economia e bancaria nell’area dell’eurozona si deve

certamente approfondire la urgenza di costituire un Fondo

europeo di sicurezza distinto dal Fondo salvastati, tenendo

conto nel contempo della necessità di istituire una Banca

europea per gli interventi a sostegno delle economie unitarie,

distinta dalla Bce e dai suoi computi.

I singoli Paesi dell’Ue pur aderendo alle innovazioni dei siste-

mi integrativi ed unionistici europei, conservano la loro piena

autonomia economico-bancaria.

L’Ue non si volge perciò ad accentrare i sistemi economico-

bancari, ma esclusivamente a tutelare con le leggi comunitarie

la piena autonomia per assicurare alle singole economie la

continutà esplicativa e fondativa.

L’Ue ai fini del contenimento del debito pubblico degli Stati

acquisisce:

–  1/3 del debito pubblico europeo in eurobund ( tasso non

    inferiore al 2,5% e non superiore al 5,6% ),

–  1/3 del debito pubblico in certificati di deposito a tasso

    fisso,

–  1/3 del debito pubblico in certificati di deposito secondo

    la garanzia dei singoli Stati.

 

                                                Rinaldi Angelo

 

 

 

   angelrin@hotmail.it

 

 

 

      

 

 

LA CRISI E L’AGENZIA STANDARD & POOR’S

L’agenzia è procace, tiene ora non solo a scacco per le sorti

Stati e continenti, ma tutti gli sciocchi e i matti vi stanno

dentro  il mondo nuovo dell’agency senza affatto e mini-

mamente contestare.

L’agency ha certamente un grande merito, tuttavia pare

che non detenga i diriitti degli organigrammi e delle program-

mazioni del nuovo Tecno-New per certo, anche quando da

tempo non pochi  ne si riconducono ( per ultimi coloro

che ne si riconducono e si sincerano e pur si approssimano

al diritto, ma no  saebbroi oco coloro i quali vorrebberoi ap-

prossimarsi ad un diritto più estesi, ma sempre secondo i lor

parametri.

Ma la nuova agency in auto-promozione è distorsiva mondiale,

forse non sa che se tutto insoluto nulla è dato per atendibilità

alcunché a dichiararne.                                           

 

                                                           A. Rinaldi